Edi Florian http://www.ediflorian.it <![CDATA[Il doppio senso del marketing]]> http://www.ediflorian.it/it/news/il-doppio-senso-del-marketing.html 2012-02-20 http://www.ediflorian.it/it/news/il-doppio-senso-del-marketing.html Queste strade sono il marketing sociale e il marketing individuale.

Messe insieme portano alla soddisfazione della gente e quindi dell’azienda.


Il marketing sociale ha l'obiettivo di conoscere e analizzare il piacere delle persone nello stare insieme, nella compagnia, nella condivisione: in aggiunta alle maniere tradizionali, cioè con la presenza fisica, esso oggi conosce l'inesplorata potenzialità dei social network, il moltiplicatore delle nostre relazioni.
Siccome il nostro piacere di stare insieme e condividere genera valore, il marketing allora fa il suo lavoro e studia i comportamenti delle persone quando stanno insieme. In questo contesto si parla di marketing sociologico.


All'opposto emerge invece un marketing indviduale principalmente legato ai piaceri fisici, ai sensi.
Un marketing che studia il piacere provato dalla persona in sé, non generato dal suo rapporto con le altre persone
È un marketing psicologico quindi, magari neurologico. Si sforza di capire attraverso cosa la persona prova godimento, ne studia le percezioni che avvengono naturalmente attraverso i sensi.
Le emozioni sono il principale valore. Ed esse ci arrivano attraverso vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Come fare perchè i nostri prodotti possano sollecitarli positivamente, in modo da moltiplicare il valore dei nostri prodotti? E per coniugare queste due strategie di marketing? Ci sono gli eventi.


Essi infatti sono la leva di comunicazione su cui tanto si può fare affidamento: un marketing definito “caldo”, perché sottolinea l’aspetto umano, tattile, della relazione, che da impresa-cliente diventa persona-persona
In un evento infatti le persone stanno insieme e, oltre a conversare, cioè condividere informazioni, insieme fanno qualcosa: tipicamente mangiano e bevono, ascoltano musica vedono prodotti e cose, li toccano e manipolano, spesso apprezzano odori e profumi.
Stimolano i loro sensi, le proprie personali, individuali percezioni.
L’evento consente l’ascolto da parte dell’impresa in maniera diretta, sentendo la gente e osservandone i comportamenti dal vivo, le loro esigenze e i preziosi consigli senza dover far ricorso a sondaggi, focus group, ecc...
Quelle marche che sapranno fornire alla persona soddisfazione sia personale che sociale avranno in dono uno spazio nella memoria delle persone.
E La memoria è la madre del passaparola.

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<![CDATA[Social media e aziende: la misurazione dei risultati]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/social-media-e-aziende-la-misurazione-dei-risultati.html 2012-02-02 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/social-media-e-aziende-la-misurazione-dei-risultati.html 8bd80754162925d10e787caaf33fcdc8.pdf <![CDATA[SVILUPPARE UNA NEWSLETTER PER CELLULARE]]> http://www.ediflorian.it/it/news/sviluppare-una-newsletter-per-cellulare.html 2012-01-12 http://www.ediflorian.it/it/news/sviluppare-una-newsletter-per-cellulare.html Secondo una ricerca di Our Mobile Planet circa il 24% degli italiani possiede uno smartphone, di questi il 73% lo utilizza per la navigazione web e il 70% per leggere le e-mail. Questo sta a significare che le campagne di e-mail marketing potrebbero riprendere vigore, se le newsletter venissero ottimizzate per il mobile. Specialmente in Italia, dove l’e-mail marketing ha ancora un certo valore, infatti il 40% degli italiani dichiara di acquistare in seguito alla ricezione di un’e-mail attraente.


Messaggi ottimizzati per tutti i dispositivi

Gli utenti consultano l’e-mail da diversi dispositivi: pc, tablet, smartphone. Per ognuno le esigenze di visualizzazione sono diverse, ragione per cui è necessario dare agli utenti la possibilità di scegliere in che formato (HTML, testuale o mobile) visualizzare l’e-mail nel momento in cui si iscrivono. Specialmente in quelle per mobile è sempre bene inserire anche il link alla visualizzazione su browser, che spesso ha funzionalità migliori rispetto all’applicazione per le e-mail.


Oggetto del messaggio

Da qualsiasi dispositivo venga visualizzata l’e-mail l’oggetto è importante, deve essere accattivante e spingere alla lettura. Per il mobile deve avere un’altra caratteristica, ovvero la lunghezza ridotta. Questo perché generalmente lo schermo di uno smartphone è piccolo e permette una visualizzazione solo parziale dell’oggetto, è ben quindi concentrare le parole chiave dell’offerta che stai proponendo all’inizio.

 

Immagini ottimizzate

La risoluzione degli smartphone è mediamente 320×480, le immagini devono essere quindi ottimizzate per questo tipo di visualizzazione. I link interni devono essere distanziati affinché il clic sia agevole anche con il touch-screen. Inoltre alcuni elementi del CSS non vengono letti da tutti i client di posta, per evitare di doverne creare troppe versioni diverse è meglio utilizzare quelli più diffusi (vedi CSS).


Lasciate la scelta all’utente

L'utente web, potrebbe diventare un cliente, quindi è necessario rispettare le sue scelte. Fare sempre attenzione a inviare l’e-mail nel formato scelto da lui e naturalmente far in modo di chiederglielo nel momento dell’iscrizione, pratica usata solo dal 20% delle aziende.


Informazioni adatte

I contenuti e le informazioni da inviare su mobile devono essere scelte meglio del normale, infatti il cellulare rimane sempre una sfera più privata del pc e ricevere lì messaggi inutili è ancora più fastidioso. In particolare qualsiasi call to action si decida di spingere, deve essere attuabile dallo smartphone e in maniera semplice e immediata.


Spingere all’iscrizione

Dato che il mobile è molto diffuso per la navigazione del web è importante che sul tuo sito abbia in evidenza, anche nella versione mobile, la possibilità di iscriversi alla newsletter. Esistono dei software in grado di gestire le iscrizioni via sms, inserendo l’indirizzo e-mail direttamente nel database.


Verificare il funzionamento

Ogni volta che si diffonde un contenuto sul web è necessario testarlo per essere certo che sia visualizzabile da tutti, o quasi. Per l’e-mail marketing sul mobile si deve sempre essere certi che l’oggetto sia chiaro e comprensibile, che le immagini siano posizionate, che il testo sia leggibile e che i link siano cliccabili e che unzionino in maniera corretta.

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<![CDATA[Come scrivere un comunicato stampa per il web?]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/come-scrivere-un-comunicato-stampa-per-il-web-q.html 2011-12-03 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/come-scrivere-un-comunicato-stampa-per-il-web-q.html <![CDATA[COMUNICARE I MARCHI NEL TEMPO DI INTERNET]]> http://www.ediflorian.it/it/news/comunicare-i-marchi-nel-tempo-di-internet.html 2011-12-02 http://www.ediflorian.it/it/news/comunicare-i-marchi-nel-tempo-di-internet.html Un esempio italiano torna a fare notizia: si tratta di Benetton che, con la nuova campagna "Unhate", non arriva soltanto sulle prime pagine di tutti i giornali e sulle homepage dei siti internazionali, ma soprattutto riesce a sfondare quella campana di vetro sotto cui troppe aziende del settore continuano a ripararsi.

L'ultima iniziativa del marchio veneto ha visto, alcune settimane fa, una serie di azioni di piazza, volutamente ingenue, che mostrano cartelloni con baci tra personalità famose, di posizione diametralmente opposte. Queste provocazioni, però, non vanno valutate soltanto per il lato scandalistico, peraltro importantissimo e molto simile a quanto già visto in passato, quando la comunicazione di Benetton era affidata al mago dello scandalo, il fotografo Oliviero Toscani.

Il valore più profondo e meno superficiale di questa strategia sta nel mix, ovvero nell'unire globale e locale, reale e virtuale, flashmob di piazza e mobilitazioni su Twitter e Facebook. Da tempo, in realtà, il gruppo Benetton sta provando a mischiare le carte della comunicazione. In principio, si era partiti con "It's my Time", un casting online che chiamava tutte le persone comuni a diventare i nuovi testimonial del brand. Nell'ultimo semestre, poi, il marchio ha gli investimenti pubblicitari sulla carta stampata in favore dei new media e di iniziative che coinvolgessero il popolo della rete.

La nuova fase "unhate" rappresenta un passo ulteriore, un modo di coniugare il passato (Toscani), il presente (internet) e il futuro (il mix). E questo deve far molto pensare il Fashion System che continua a spaccarsi in due: da una parte una moltitudine di maison pesantemente ancorate al passato e alla comunicazione tradizionale. Dall'altra, pochi esempi di pionieri forse troppo affascinati dal nuovo e da internet.

Il domani della comunicazione, probabilmente, sarà più fluido e più misto di quanto pensato finora.

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<![CDATA[CRESCITA O DECRESCITA? ..... e la comunicazione]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/crescita-o-decrescita-q--e-la-comunicazione.html 2011-11-06 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/crescita-o-decrescita-q--e-la-comunicazione.html <![CDATA[Due imprenditori, due creativi, due comunicatori, due geni……. diversi: Steve Jobs e Bill Gates]]> http://www.ediflorian.it/it/news/due-imprenditori-due-creativi-due-comunicatori-due-geni---diversi-steve-jobs-e-bill-gates-.html 2011-11-06 http://www.ediflorian.it/it/news/due-imprenditori-due-creativi-due-comunicatori-due-geni---diversi-steve-jobs-e-bill-gates-.html Bill Gates e Steve Jobs, due imprenditori “geni” che hanno introdotto nuove tecnologie nel mercato creando valore per i consumatori. Senza le loro menti, la loro capacità imprenditoriale, le loro invenzioni, non esisterebbe tutto quello che esiste oggi.
Personaggi come loro sono unici, e per questo vale la pena raccontare le loro grandi storie. E’ importante conoscere il perché in questi ultimi anni si è parlato tanto di Apple, di Microsoft e dei loro fondatori, quali sono gli aspetti simili e le loro diversità.
Nel mercato dei personal computer, Apple e Microsoft sono due nomi che il consumatore riconosce come attori principali. Per anni, le due aziende si sono sfidati sul mercato per conquistare quella quota di mercato tanto ambita. Microsoft ha iniziato con un focus sul software e da allora ha dominato il settore in termini di quota di mercato. Apple si è concentrata su un hardware che viene fornito con il suo sistema operativo, ma entrambi sono riusciti a trovare un posto particolare nel mercato, e sono ancora due grandi aziende di successo. Andiamo però nello specifico.

Le differenze:
1) Gates ha sempre puntato al dominio del mercato attraverso le strategie di mercato, mentre Jobs ha sempre seguito la sua stella polare, il prodotto, "non compatibile", ma innovativo, avveniristico e d'élite. Abbastanza perché l'Ipod, l'Iphone e l'I-pad diventassero quegli oggetti di culto in grado di cambiare le nostre vite.
2) Gates ha creduto che fosse il software la carta vincente, senza curarsi troppo delle macchine e facendo del suo sistema operativo uno standard per i computer. Così Microsoft è riuscita ad offrire un prodotto altamente flessibile ad un prezzo inferiore, accontentando sia le tasche proletarie che quelle professionali. Steve invece ha scommesso sull’hardware anche quando tutti dicevano che era una strada a fondo cieco. Apple ha avuto però una crescita esplosiva ed è ancora una forza importante nel mercato.

La forza di Apple è nel marketing e negli spot pubblicitari.
Il genio visionario di Steve Jobs ha anche contagiato il mondo degli spot. Veri e propri corti cinematografici, graffianti o ironici, i commercial della casa di Cupertino hanno fatto la storia. La rivoluzione arriva nel 1984 con il lancio del Macintosh. Lo spot che evoca il celebre romanzo di Orwell ('1984' per l'appunto), girato da Ridley Scott, fu programmato durante il Superbowl di football americano. E' con l'immagine del martello che infrange lo schermo da cui parla un angosciante dittatore che si crea il "mito" Apple, nutrito di un senso di diversità e appartenenza in cui si sono ritrovati negli anni centinaia di milioni di utenti. Dal 1984 a oggi la storia è lunga, e passa dallo storico claim "Think Different" con una carrellata di personaggi che hanno cambiato il mondo, fino al duello virtuale tra Pc e Mac; due giovani ipotetici Jobs e Gates che confrontano le prestazioni delle loro rispettive creature (guarda gli spot in fondo). La Apple ha sempre privilegiato il bello, l’estetica prevale sulla sostanza, fino a farla diventare il motore principale della società, un culto.
Negli anni Apple ha perfettamente posizionato i suoi prodotti come alternativa hippy ai device anonimi dei colletti bianchi.

Creare la notizia- Il successo di Apple è dovuto anche al fatto che gli uomini di Jobs hanno sempre saputo gestire l’attenzione dei media, sfruttandone a proprio vantaggio i meccanismi interni.

No alla vendita nei supermarket- Quando Apple ha deciso di ritirare i propri prodotti dai grandi magazzini qualcuno li ha accusati di snobismo, ma fu un colpo di genio. Ancora oggi chi fa un acquisto in un Apple Store vive la magica impressione di ritrovarsi con un dispositivo realizzato espressamente per sé, come parte di un club esclusivo.

La dipendenza dal marchio
: con te tutto il giorno- I prodotti si integrano così alla perfezione gli uni con gli altri che non si riesce a comprarne uno soltanto. Cercare altri marchi è uno spreco di tempo. Ci si innamora del prodotto, e diventa parte della nostra vita.

Orientare i gusti futuri- Apple non consegna ai clienti ciò che vogliono, gli presenta ciò che vorranno. Studia le abitudini dei consumatori, intuisce le esigenze future, orienta il gusto del domani. E lo fa bene.

Condividere il successo con i dipendenti- Un marchio con grande personalità sa veicolare la propria forza in primis verso l’interno: essere un dipendente Apple significa essere un sognatore, sentirsi diverso dal mondo circostante e impegnarsi a promuovere la diversità.

Puntare sui giovani- Apple ha sempre compreso quanto sia importante, per la fidelizzazione, poter contare su un target molto giovane e impressionabile. Da anni porta avanti un’acuta politica di incentivi per entrare nei college degli Usa.

Semplicità- La semplicità è sexy. E ciò che è sexy si vende meglio. L’intera filosofia Apple poggia su un’idea di semplicità, immediatezza ed eleganza facile. Packaging, design, sistema operativo, acquisti e assistenza: tutto facile. Il cliente si sente soddisfatto, gratificato e pure in gamba.

Brand religion- Le persone non si limitano a comprare prodotti Apple, la adorano come religione. E oggi è l’unica azienda al mondo a non avere clienti, ma fan. E’ una fabbrica di sogni che con il suo tocco magico sforna qualsiasi tipo di gingillo tecnologico; spesso originale solo perché reso più bello e semplificato rispetto ad altri prodotti già editi che non hanno incontrato il favore del pubblico; e riesce a venderlo a milioni di persone, malgrado il costo quasi doppio rispetto alla concorrenza.
Da un punto di vista del marketing e della pubblicità i meriti della Apple non si discutono, e qui Microsoft è sempre arrivata seconda. I suoi spot nel corso degli anni sono stati spesso criticati e diventati oggetto di derisione. Anche la nuova campagna pubblicitaria che Microsoft ha lanciato per promuovere i suoi, in onda sulla tv statunitense, non sta riscuotendo successo. Il tema è la famiglia, intesa come nucleo di persone che possono usare i prodotti del colosso di Redmond, ma anche come famiglia di prodotti che riescono a comunicare fra loro creando un piccolo ecosistema: non è nulla a confronto di quello costruito sapientemente da Apple. Sono spot troppo “easy”. Simpatia forzata e scenario familiare che nella sua stucchevole semplicità riesce perfino a non far comprendere di che prodotti si sta parlando.

Le sommiglianze:
Agli antipodi per formazione, provenienza familiare, carattere, Steve e Bill, amici e nemici, erano accomunati dal grande carisma e dalla incredibile capacità di cambiare il paradigma. In tutti i campi, non solo nella tecnologia. Si pensi a Gates con la filantropia: non solo beneficenza, ma progetti. E quando Jobs diceva: restate affamati, restate folli, invitava a rifiutare il pensiero convenzionale, il dominio del passato, per cercare sempre strade nuove. Jobs è un maestro di vita e i suoi insegnamenti servono a chiunque voglia cambiare in qualsiasi campo. Ha saputo costruire una serie di pilastri nei computer, nell’intrattenimento, nella comunicazione, convinto che la loro durata è limitata, il vantaggio competitivo è sempre insidiato dai nuovi arrivati. In questo, Apple e Microsoft hanno sviluppato una mentalità simile. Microsoft ha creato uno standard, Apple è diventata lei uno standard. Steve e Bill hanno scalato la stessa montagna da due versanti diversi, con armi simili, bagagli intellettuali e qualità comparabili. Quando Apple era in difficoltà, con Jobs fuori, Gates ha dato anche una mano prestando 150 milioni di dollari. Con Office per Mac è aumentata la compatibilità, affrontando un problema che aveva tenuto i prodotti della Mela in una nicchia. E’ stato un contributo importante per non mandare a fondo Apple, la cui storia non è tutta una catena di successi.

 

 

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<![CDATA[Email marketing, comunicazione efficace ed economica]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/email-marketing-comunicazione-efficace-ed-economica.html 2011-09-01 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/email-marketing-comunicazione-efficace-ed-economica.html <![CDATA[COME POSIZIONARSI SU GOOGLE?]]> http://www.ediflorian.it/it/news/come-posizionarsi-su-google-q.html 2011-06-09 http://www.ediflorian.it/it/news/come-posizionarsi-su-google-q.html La ricerca del posizionamento sui Motori di ricerca, conosciuto anche come SEO, spinge molti scrittori di web a pensare prima di tutto al raggiungimento della visibilità su Google, poi alla ricercatezza linguistica: questo nuovo fenomeno editoriale dello Scrivere per il SEO dipende dal fatto che i motori di ricerca valutano e classificano le pagine web con un algoritmo che premia i testi “allineati” alla norma.

Ciò significa che a parità di argomento trattato, un testo che usa molto giochi di parole potrebbe essere posizionato male sulle pagine di Google rispetto a un testo semplice e “mediamente” articolato che si allinea al modo di cercare dell’utente medio.

L’immagine sotto allegata "Curva Gaussiana del Comportamento Normale” spiega il fenomeno se scrivo in modo “normale”, ovvero usando la lingua in modo allineato alla media delle pagine e al modo di cercare degli utenti probabilmente Google mi premia e mi posiziona meglio nei risultati. Ciò a parità di tutte le altre variabili, si stima che Google consideri circa 200 parametri per l’indicizzazione.

Questo significa che titoli e testi suggestivi saranno sempre più relegati solo alla carta stampata? Ma se la carta stampata perde investimenti verso l’online (cosa che sta accadendo pressochè in tutto il mondo), cosa ne sarà dell’umorismo nei testi online?

Insomma “Google non capisce gli scherzi”, come afferma Matthew Crowley (copyjockey). Crowley riflette sui giochi di parole che possono fare brutti scherzi alla tipologia di ricerca “letterale” cui internet ci ha abituato.

Per tutti quelli che scrivono sul web, la domanda finale è : meglio un comunicato stampa visibile su Google che genera più visite in quanto scritto con un occhio al SEO oppure meglio un testo frizzante che però genererà meno contatti e visite sul sito web?

..... a voi la scelta!

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<![CDATA[CHI NON COMUNICA SCOMPARE]]> http://www.ediflorian.it/it/news/chi-non-comunica-scompare.html 2011-05-11 http://www.ediflorian.it/it/news/chi-non-comunica-scompare.html Fa eco al pensiero di Mc Luhan la campagna del Forum della Comunicazione 2011 che si terrà il 7 e 8 giugno prossimi a Roma: “Chi non comunica scompare”.
Nata dall’estro di SPQR Network, “Creative Partner” di Comunicazione Italiana, la campagna si incentra su una delle caratteristiche peculiari della società contemporanea: la necessità di comunicare per esistere.
Necessità che si fa ancora più pressante per le realtà aziendali, che per emergere in mercati globali sempre più competitivi, non possono non fare i conti con la crucialità del fattore comunicazione.

"Ad ispirare la campagna - afferma Stefano Massari (Direttore Creativo di SPQR Network) - sono proprio le contraddizioni e i paradossi del mondo in cui viviamo. La crisi si traduce, tra le altre cose, in un taglio degli investimenti in comunicazione. Quando invece comunicare sarebbe indispensabile per superare i momenti di difficoltà. Non comunicare significa scomparire dalla mente dei consumatori e dunque dal mercato".
Ma è proprio qui il pericolo, perché non investire in momenti di crisi significa candidarsi alla “scomparsa” dalla mente dei consumatori, e di conseguenza, dal mercato.

Comunicare oggi significa entrare in relazione con i consumatori, con cui costruire e mantenere nel tempo un dialogo. Pertanto, come recitava la campagna del Forum 2009, “La comunicazione è un prodotto su cui investire”, soprattutto nel momento storico ed economico che stiamo vivendo.

“Chi non comunica scompare” è una campagna multisoggetto, che ha identificato i prodotti simbolo di alcuni dei mercati più colpiti dalla crisi: le scarpe trasparenti – elemento grafico della campagna -  sono immagine del settore del fashion, segnato da contrazione ma che mostra segnali di ripresa.

Il Forum sarà, quindi, un momento per riflettere su questi spunti, rimettendo l’accento sulla centralità di una strategia comunicativa vincente per la sopravvivenza ed il benessere dell’azienda.

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