Edi Florian http://www.ediflorian.it <![CDATA[Decalogo dello STORYTELLING]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/decalogo-dello-storytelling.html 2012-05-04 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/decalogo-dello-storytelling.html <![CDATA[La comunicazione sui Social Network in sei punti]]> http://www.ediflorian.it/it/news/la-comunicazione-sui-social-network-in-sei-punti.html 2012-05-03 http://www.ediflorian.it/it/news/la-comunicazione-sui-social-network-in-sei-punti.html Pianificare una strategia di social media marketing non è una cosa da stagisti. La presenza del brand sulla rete deve passare per un'attenta valutazione degli obiettivi aziendali, richiede competenze in comunicazione e conoscenza delle dinamiche d'interazione di ogni singolo social network.

Sintetizziamo in sei passaggi i punti di forza e debolezza della nostra strategia di comunicazione sui principali canali social di conversazione popolari in Italia: Facebook, Twitter e l'emergente Google Plus.

 

1. INFORMARE

Parola d'ordine: creare valore. Inseriamo il nostro prodotto o brand nei più vari e pertinenti scenari, fornendo suggerimenti sui possibili utilizzi. Ogni prodotto vanta caratteristiche specifiche che l'utente già conosce e apprezza, frutto della comunicazione tradizionale e della presenza sul mercato (pubblicità, sito aziendale, passaparola). L'attività social deve sapere andare oltre, contestualizzarne l'uso e suggerire nuove frontiere. Se il nostro prodotto di punta è un formaggio, integriamo le già celebrate qualità dell'alimento con un'infinità di gustose ricette. In questo modo potremmo risolvere l'annoso problema di una cena sfiziosa e diversa, sollecitando i tasti persuasivi della cura parentale e della soddisfazione del palato.

 

2. INTERAGIRE

Ogni profilo social nasconde una buona dose di narcisismo. L'utente vuole partecipare e avere un ruolo attivo nella community, gratifichiamo il suo impegno. Dobbiamo ringraziare per i complimenti ricevuti, rispondere ai quesiti, offrire gadget… Usiamo la fantasia per inventare giochi e ruoli che premiano la fedeltà dimostrata. La voglia di protagonismo, di fronte all'indifferenza può facilmente diventare provocazione e critica feroce.

 

3. ASCOLTARE                   

Le conversazioni attorno al brand/prodotto sono una ricchezza per la nostra azienda. Ci permettono di monitorare quello che in gergo "markettaro" si chiama il mood, ovvero l'umore e il chiacchierio che ruota attorno al nostro business. Ascoltare le esternazioni e raccogliere opinioni di chi già ci apprezza, fornisce un'ottima base per spunti su futuri prodotti e scelte di marketing.

 

4. FORNIRE ASSISTENZA

L'assenza di barriere e l'immediatezza offerta dai social network porta l'utente a cercare un contatto diretto, specialmente in caso di difficoltà, o peggio, di delusione verso il prodotto stesso. Probabilmente già abbiamo un servizio clienti al di fuori della rete, ma dobbiamo prevedere risorse da dedicare all'assistenza online via social. Una domanda inevasa può scatenare risse virtuali, sempre invitanti per i troll dormienti.

 

5. USARE SENSIBILITA'

Le community virtuali sono paragonabili a un negozio di cristalli. Serve calma e sangue freddo per non inciampare e rovinare, in cinque minuti, il lavoro di una vita. Mai offendere un utente, usare l'ironia con parsimonia, mostrarsi disponibili e interessati alle opinioni di tutti, ma sempre fermi nel rifiutare un linguaggio inappropriato.

 

6. PREPARASI ALLA CRISI

Utilizzare i canali social espone la nostra azienda al rischio "crisi di comunicazione". Non possiamo sapere né quando, né per quale ragione, ma dobbiamo prevedere delle linee guida per il comportamento da tenere nel caso in cui, il bisonte entrasse nel nostro negozio di cristalli. Il "chi fa cosa" va stabilito a priori, a mente fredda. Al primo sentore di agitazione cerchiamo di accompagnare, con astuzia, i protagonisti del giorno fuori dalla scena. A volte una telefonata chiarificatrice, diretta e senza pubblico, potrebbe addirittura portare l'utente imbufalito, a lasciare un nuovo e disteso post/commento con tanto di ringraziamenti per l'assistenza ricevuta. Anche l'esigenza di apparire e la voglia di darsi un tono possono essere trasformati in un punto di forza a nostro favore nella gestione della crisi.

Questi sei punti sono solo una traccia, non esauriscono le infinite sfumature che devono caratterizzare ogni singola strategia di social media marketing e non entrano nel merito degli strumenti di misurazione per valutare l'effettivo successo dei nostri sforzi.

Affidarsi a una consulenza esterna per pianificare la nostra avventura sui social network e gettare le basi di una comunicazione produttiva è un ottimo inizio, ma ricordiamo sempre che deve essere un gioco di squadra. Nessuno, meglio del personale interno all'azienda può conoscere le caratteristiche del prodotto/brand su cui fare leva, per rafforzare il proprio appeal sul mercato.

Dopo aver individuato il collaboratore "più social" fra le nostre risorse, investiamo tempo e denaro in formazione per renderci autonomi dagli esperti, quanto prima.

 

Fonte: www.ilgiornale.it

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<![CDATA[La Comunicazione può fare molto per l’Economia. ]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/la-comunicazione-puo-fare-molto-per-leconomia-.html 2012-04-03 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/la-comunicazione-puo-fare-molto-per-leconomia-.html <![CDATA[Strumenti per misurare l’Event Marketing]]> http://www.ediflorian.it/it/news/strumenti-per-misurare-levent-marketing.html 2012-04-03 http://www.ediflorian.it/it/news/strumenti-per-misurare-levent-marketing.html Misurare le attività di marketing è sempre una carta vincente, poichè si entra nel circolo virtuoso dell’investire in ciò che produce maggior risultato.
Senza la misurazione dei risultati non è possibile dare valore alle attività di marketing svolte, a tal scopo vengono proposti alcuni suggerimenti per monitorare e misurare l’impatto delle attività svolte nella realizzazione di un evento.
Raggiungere quanto risultato è più semplice di quanto sembra, necessita di un buon vecchio foglio di calcolo e alcune installazioni, ma una volta implementato si avrà una procedura di marketing molto efficacie.

 

Innnanzi tutto una domanda
Che cosa è il successo? E’ essere dei leader? Sono le vendite? E’ l’essere menzionati su Twitter?
Nella maggior parte dei casi il marketing ha 3 obiettivi: Ricavi, Traffico e Brand Awarness. Tutti gli obiettivi di marketing ricadono in queste 3 aree.
Gli strumenti indicati sono organizzati secondo il canale di comunicazione, questo rende più semplice individuare lo strumento più utile per la comunicazione dell’evento.

 
Website dell’evento
Il sito web dell’evento è il punto di partenza. Dovrebbe essere il centro di tutte le attività di marketing online. Di seguito alcuni tra i migliori strumenti per misurare il ruolo che gioca il sito nel marketing mix dell’evento.


Google Analytcs: Google offre la piattaforma di statistiche web gratuita più performante sul mercato. Google Analytics per rendere al massimo necessita di settare le seguenti voci:
- Obiettivi e Canalizzazioni. Senza settare obiettivi e canalizzazioni non è possibile conoscere l’impatto della comunicazione effettuata sui risultati di business. Qui si può trovare una guida per impostarli al meglio.
- Campaigns Tracking. se viene implementata una campagna su Twitter per promuovere l’evento, è importante indicare a Google Analytics esattamente da dove i visitatori arrivano poichè creando obiettivi e canalizzazioni con referral traffic è possibile perdere alcuni dati.
- Crazy Egg. Molte persone preferiscono le informazioni visuali. Crazy Egg ha chiamato queste EyeTracking e Heatmapping. Crazy Egg mostra le aree del vostro sito che catturano l’attenzione dei visitatori. E’ possibile includere questa preziosa informazione nel set degli obiettivi e rappresentare percorsi dei visitatori più realistici.
- SEO Tools. I motori di ricerca rappresentano dal 75% al 85% del traffico del sito, per questo come viene ottimizzato il sito dell’evento per il SEO è cruciale. Come si misura la performance del sito rispetto a specifiche keywords aiuterà ad identificare le opportunità di marketing nella ricerca di Google. SEOMoz offre una suite completa di strumenti per monitorare e misurare.

 

Social Media
Una premessa: Social Media è un termine molto ampio. Potrebbero esserci centinaia di strumenti per questa categoria, vengono elencati gli strumenti che si sono dimostrati i più efficaci nella gestione degli eventi.
I social media stanno giocando un ruolo importante nel SEO del sito dell’evento, perciò è consigliabile utilizzarli nel modo giusto.
- Twitter. Hootsuite permette di gestire più di 40 accounts in un unico account Hootsuite attraverso una fruibile reporting dashboard. Hootsuite si integra con Google Analytics per settare facilmente le campagne. Nella versione più avanzata fornisce le statistiche chiave come l’incremento dei followers e menzioni e clicks su base demografica.
- Facebook. Facebook Insights è lo strumento più comunemente usato per misurare l’impatto dell’evento su Facebook. Un’alternativa interessante è Pagelever.
- Blog. La piattaforma più adatta per il blog dell’evento è WordPress. Se questa è la scelta è consigliabile utilizzare Google Analytics, Jetpack e Postrank. Jetpack e Google Analytics daranno una performance cross-referenced sulle statistiche web tradizionali, mentre Postrank aiuterà a capire l’impatto del blog sui social media. Questo è estremamente importante se l’obiettivo è la brand awareness o l’engagement.
- Youtube. Insights è lo strumento fornito da Youtube per capire l’impatto dei video nel marketing mix. Qui c’è una guida per utilizzare al meglio lo strumento. Se si è partner Youtube è possibile utilizzare In-depth reporting o Youtube live, the latest live streaming service from Google.

 
Apps
Se si usano applicazioni mobile come strumenti di marketing, è possibile misurarne le performance attraverso alcune utili apps:
- iPhone/iPad/iPod. Appfigures raccoglie le statistiche ed i report più significativi.
- Android/BlackBerry/Windows and iPhone. Localytics (http://www.localytics.com/) è applicabile a tutti contemporaneamente.

 
Materiale cartaceo
Il material cartaceo gioca ancora un ruolo importante negli eventi. Comprende dalle brochures, ai flyers, banners, direct mail, fax e advertising su carta stampata. Evidenziare l’indirizzo del sito sui materiali cartacei è un’opportunità. Alcuni suggerimenti per tenere traccia del materiale cartaceo dell’evento:
- QR Codes. Recentemente hanno guadagnato attenzione grazie alla diffusione degli smartphone. Servizi come bit.ly forniscono generazione di QR codes reporting, ma è consigliabile dare un’occhiata a Qreatebuzz per un approccio più completo alla misurazione.
- Short URLs. Sono molto utilizzati. Il sovracitato bit.ly è un primo esempio. E’ opportuno creare il dominio dello Short URL e usare Yourls per gestirlo. E’ necessario assicurarsi di aggiungere i tags di Google Analytics allo short URLs generato.

 
Email
Le email occupano ancora un posto rilevante nel marketing degli eventi. Un buon strumento per gestire l’invio delle email è Mailchimp. Una valida alternativa è Aweber, per soluzioni più avanzate.


Affiliate Marketing
Per implementare l’affiliate marketing con bloggers e partners se la piattaforma è WordPress è possibile utilizzare Magic Affiliate Plugin. Un’ulteriore ragione per provarlo è che si integra con entrambe le piattaforme di email marketing precedentemente citate.

 

Fonte: www.4marketing.biz

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<![CDATA[E-commerce: una sfida per le nostre micro-imprese]]> http://www.ediflorian.it/it/news/e-commerce-una-sfida-per-le-nostre-micro-imprese.html 2012-03-01 http://www.ediflorian.it/it/news/e-commerce-una-sfida-per-le-nostre-micro-imprese.html Con il protrarsi della crisi economica sono molte le imprese che hanno iniziato a sperimentare canali innovativi sui new media: tra tutte l’e-commerce è uno dei progetti più gettonati tra le aziende perchè garantisce la migliore percentuale di successo, soprattutto tra le micro-imprese.
Sono diversi i casi, anche italiani, di microimprese online (nate sul Web), grazie a iniziative di auto-imprenditorialità che, sfruttando la diffusione della Rete, hanno raggiunto con il proprio sito e-commerce anche clienti a livello internazionale.
Una recente ricerca Epson Micro-Business dichiara che oggi tra le sfide e le esigenze delle microimprese europee il ruolo del Web sta diventando sempre più preponderante.
Più in particolare, su un campione composto da 1.250 imprenditori europei (dei quali 250 italiani), il 94% dichiara di sfruttare le potenzialità del Web per la propria attività, o meglio per vendere prodotti e servizi, mentre l’89% usa Internet per effettuare i propri acquisti.


E-commerce in Italia
L’e-commerce cone ant-crisi per Pmi rappresenta un’opportunità da cogliere per l’85% degli imprenditori italiani.
L’obiettivo però non sembra essere quello della crescita, sperimentata solo dal 4% del campione, quanto piuttosto riuscire a mantenere una certa stabilità, nonostante la crisi economica, lo rivela il 29% degli imprenditori intervistati.
Anche per raggiungere questo obiettivo i piccoli imprenditori italiani puntano sull’acquisizione di nuovi clienti (60%) e sulla fidelizzazione di quelli esistenti. Per questa gli strumenti migliori identificati dalle Pmi sono: un efficace impiego della tecnologia (72%), il prezzo del prodotto/servizio (68%), il passaparola (66%) e il brand engagement (65%).
Eppure, nonostante la consapevolezza del potenziale delle nuove tecnologie le micro-imprese italiane dilazionano nel tempo l’aggiornamento tecnologico e sono solite rimandare gli investimenti IT. Dalla ricerca è emerso che nelle imprese di piccole dimensioni italiane l’età media di pc e laptop, delle tecnologie di presentazione e copia e scansione è doppia rispetto alla media europea.

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<![CDATA[Il doppio senso del marketing]]> http://www.ediflorian.it/it/news/il-doppio-senso-del-marketing.html 2012-02-20 http://www.ediflorian.it/it/news/il-doppio-senso-del-marketing.html Queste strade sono il marketing sociale e il marketing individuale.

Messe insieme portano alla soddisfazione della gente e quindi dell’azienda.


Il marketing sociale ha l'obiettivo di conoscere e analizzare il piacere delle persone nello stare insieme, nella compagnia, nella condivisione: in aggiunta alle maniere tradizionali, cioè con la presenza fisica, esso oggi conosce l'inesplorata potenzialità dei social network, il moltiplicatore delle nostre relazioni.
Siccome il nostro piacere di stare insieme e condividere genera valore, il marketing allora fa il suo lavoro e studia i comportamenti delle persone quando stanno insieme. In questo contesto si parla di marketing sociologico.


All'opposto emerge invece un marketing indviduale principalmente legato ai piaceri fisici, ai sensi.
Un marketing che studia il piacere provato dalla persona in sé, non generato dal suo rapporto con le altre persone
È un marketing psicologico quindi, magari neurologico. Si sforza di capire attraverso cosa la persona prova godimento, ne studia le percezioni che avvengono naturalmente attraverso i sensi.
Le emozioni sono il principale valore. Ed esse ci arrivano attraverso vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Come fare perchè i nostri prodotti possano sollecitarli positivamente, in modo da moltiplicare il valore dei nostri prodotti? E per coniugare queste due strategie di marketing? Ci sono gli eventi.


Essi infatti sono la leva di comunicazione su cui tanto si può fare affidamento: un marketing definito “caldo”, perché sottolinea l’aspetto umano, tattile, della relazione, che da impresa-cliente diventa persona-persona
In un evento infatti le persone stanno insieme e, oltre a conversare, cioè condividere informazioni, insieme fanno qualcosa: tipicamente mangiano e bevono, ascoltano musica vedono prodotti e cose, li toccano e manipolano, spesso apprezzano odori e profumi.
Stimolano i loro sensi, le proprie personali, individuali percezioni.
L’evento consente l’ascolto da parte dell’impresa in maniera diretta, sentendo la gente e osservandone i comportamenti dal vivo, le loro esigenze e i preziosi consigli senza dover far ricorso a sondaggi, focus group, ecc...
Quelle marche che sapranno fornire alla persona soddisfazione sia personale che sociale avranno in dono uno spazio nella memoria delle persone.
E La memoria è la madre del passaparola.

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<![CDATA[Social media e aziende: la misurazione dei risultati]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/social-media-e-aziende-la-misurazione-dei-risultati.html 2012-02-02 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/social-media-e-aziende-la-misurazione-dei-risultati.html <![CDATA[SVILUPPARE UNA NEWSLETTER PER CELLULARE]]> http://www.ediflorian.it/it/news/sviluppare-una-newsletter-per-cellulare.html 2012-01-12 http://www.ediflorian.it/it/news/sviluppare-una-newsletter-per-cellulare.html Secondo una ricerca di Our Mobile Planet circa il 24% degli italiani possiede uno smartphone, di questi il 73% lo utilizza per la navigazione web e il 70% per leggere le e-mail. Questo sta a significare che le campagne di e-mail marketing potrebbero riprendere vigore, se le newsletter venissero ottimizzate per il mobile. Specialmente in Italia, dove l’e-mail marketing ha ancora un certo valore, infatti il 40% degli italiani dichiara di acquistare in seguito alla ricezione di un’e-mail attraente.


Messaggi ottimizzati per tutti i dispositivi

Gli utenti consultano l’e-mail da diversi dispositivi: pc, tablet, smartphone. Per ognuno le esigenze di visualizzazione sono diverse, ragione per cui è necessario dare agli utenti la possibilità di scegliere in che formato (HTML, testuale o mobile) visualizzare l’e-mail nel momento in cui si iscrivono. Specialmente in quelle per mobile è sempre bene inserire anche il link alla visualizzazione su browser, che spesso ha funzionalità migliori rispetto all’applicazione per le e-mail.


Oggetto del messaggio

Da qualsiasi dispositivo venga visualizzata l’e-mail l’oggetto è importante, deve essere accattivante e spingere alla lettura. Per il mobile deve avere un’altra caratteristica, ovvero la lunghezza ridotta. Questo perché generalmente lo schermo di uno smartphone è piccolo e permette una visualizzazione solo parziale dell’oggetto, è ben quindi concentrare le parole chiave dell’offerta che stai proponendo all’inizio.

 

Immagini ottimizzate

La risoluzione degli smartphone è mediamente 320×480, le immagini devono essere quindi ottimizzate per questo tipo di visualizzazione. I link interni devono essere distanziati affinché il clic sia agevole anche con il touch-screen. Inoltre alcuni elementi del CSS non vengono letti da tutti i client di posta, per evitare di doverne creare troppe versioni diverse è meglio utilizzare quelli più diffusi (vedi CSS).


Lasciate la scelta all’utente

L'utente web, potrebbe diventare un cliente, quindi è necessario rispettare le sue scelte. Fare sempre attenzione a inviare l’e-mail nel formato scelto da lui e naturalmente far in modo di chiederglielo nel momento dell’iscrizione, pratica usata solo dal 20% delle aziende.


Informazioni adatte

I contenuti e le informazioni da inviare su mobile devono essere scelte meglio del normale, infatti il cellulare rimane sempre una sfera più privata del pc e ricevere lì messaggi inutili è ancora più fastidioso. In particolare qualsiasi call to action si decida di spingere, deve essere attuabile dallo smartphone e in maniera semplice e immediata.


Spingere all’iscrizione

Dato che il mobile è molto diffuso per la navigazione del web è importante che sul tuo sito abbia in evidenza, anche nella versione mobile, la possibilità di iscriversi alla newsletter. Esistono dei software in grado di gestire le iscrizioni via sms, inserendo l’indirizzo e-mail direttamente nel database.


Verificare il funzionamento

Ogni volta che si diffonde un contenuto sul web è necessario testarlo per essere certo che sia visualizzabile da tutti, o quasi. Per l’e-mail marketing sul mobile si deve sempre essere certi che l’oggetto sia chiaro e comprensibile, che le immagini siano posizionate, che il testo sia leggibile e che i link siano cliccabili e che unzionino in maniera corretta.

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<![CDATA[Come scrivere un comunicato stampa per il web?]]> http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/come-scrivere-un-comunicato-stampa-per-il-web-q.html 2011-12-03 http://www.ediflorian.it/it/rassegna-stampa/come-scrivere-un-comunicato-stampa-per-il-web-q.html <![CDATA[COMUNICARE I MARCHI NEL TEMPO DI INTERNET]]> http://www.ediflorian.it/it/news/comunicare-i-marchi-nel-tempo-di-internet.html 2011-12-02 http://www.ediflorian.it/it/news/comunicare-i-marchi-nel-tempo-di-internet.html Un esempio italiano torna a fare notizia: si tratta di Benetton che, con la nuova campagna "Unhate", non arriva soltanto sulle prime pagine di tutti i giornali e sulle homepage dei siti internazionali, ma soprattutto riesce a sfondare quella campana di vetro sotto cui troppe aziende del settore continuano a ripararsi.

L'ultima iniziativa del marchio veneto ha visto, alcune settimane fa, una serie di azioni di piazza, volutamente ingenue, che mostrano cartelloni con baci tra personalità famose, di posizione diametralmente opposte. Queste provocazioni, però, non vanno valutate soltanto per il lato scandalistico, peraltro importantissimo e molto simile a quanto già visto in passato, quando la comunicazione di Benetton era affidata al mago dello scandalo, il fotografo Oliviero Toscani.

Il valore più profondo e meno superficiale di questa strategia sta nel mix, ovvero nell'unire globale e locale, reale e virtuale, flashmob di piazza e mobilitazioni su Twitter e Facebook. Da tempo, in realtà, il gruppo Benetton sta provando a mischiare le carte della comunicazione. In principio, si era partiti con "It's my Time", un casting online che chiamava tutte le persone comuni a diventare i nuovi testimonial del brand. Nell'ultimo semestre, poi, il marchio ha gli investimenti pubblicitari sulla carta stampata in favore dei new media e di iniziative che coinvolgessero il popolo della rete.

La nuova fase "unhate" rappresenta un passo ulteriore, un modo di coniugare il passato (Toscani), il presente (internet) e il futuro (il mix). E questo deve far molto pensare il Fashion System che continua a spaccarsi in due: da una parte una moltitudine di maison pesantemente ancorate al passato e alla comunicazione tradizionale. Dall'altra, pochi esempi di pionieri forse troppo affascinati dal nuovo e da internet.

Il domani della comunicazione, probabilmente, sarà più fluido e più misto di quanto pensato finora.

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